E' come restare su un treno per ore,
contare sui vetri riflessi di sole.
Poi il giorno non c'è più e stai a guardare le luci che non puoi immaginare.
E' stare seduti di fronte a qualcuno,
vedendo i minuti che muoiono piano.
Così rallentano non vanno avanti,
restando fermi così,
passando lenti.
È quello che senti passarti accanto,
quello che sei.
È solo un giorno come un altro,
un giorno in più da ricordare,
un giorno che ti ha perdonato,
un giorno che ti ha fatto troppo male.
Come uno specchio che ha già scordato il tuo riflesso,
che ha già trovato un altro volto,
che ti ha già detto che non ci sei più.
E troppo silenzio può toglierti il sonno,
è dentro la testa,
non senti il bisogno di alzarti e chiederti cos'è successo,
scoprire che non puoi fermarti adesso.
Non ho mai chiesto niente non un se.
È quello che sento passarmi accanto,
vicino a me.
È stato un giorno come un altro,
un giorno in più da raccontare,
un giorno che ti ha chiesto scusa,
un giorno che ti ha fatto ricordare come ti chiami,
da dove devi cominciare,
cos'era quello che volevi e adesso non lo vuoi più.
Tutto è giusto tutto è sbagliato
tutto è presente forse passato
Nuovo come quello che non sai
vecchio come quando lo saprai
Vedo strade vuote in una città
confondo il falso con la verità
solo un altro giorno che non posso aspettare. |